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Sebbene
la produzione di armi sia sempre stata viva
nel Regno di Napoli, fin dal tempo dei normanni,
è solo con l’avvento al Trono di
Carlo di Borbone nel 1734 che rinacque –
dopo il periodo del Viceregno asburgico, che
vide una netta preminenza “spagnola”
anche in questo settore – il «radicamento
produttivo nazionale, con l’orgoglio della
competizione nazionale ed internazionale anche
sul piano della qualità» .
Le
principali fabbriche d’armi
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Basti
leggere l’elenco delle principali
fabbriche e dei corpi avviati da Carlo
e dai suoi discendenti per capire l’importanza
che tale arte ebbe nel Regno borbonico.
A Napoli e provincia il cuore delle manifatture
militari era il triangolo urbano costituito
dalla Reggia di Capodimonte (ove vi era
la Real Fabbrica dell’Acciaio),
dall’Arsenale di Marina e dalla
fortezza di Castelnuovo (con l’Arsenale
di Artiglieria - che aveva una maestranza
di 500 operai, civili e militari - con
annessa Fonderia in bronzo e la Montatura
d’Armi);
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Napoli - Pianta del Castello
Nuovo |
poi v’era
la Manifattura del Real Albergo dei Poveri, il
Regio Opificio delle Canne a Poggioreale, la Real
Fabbrica d’Armi di Torre Annunziata (con
una Real Polveriera), la Polveriera dell’Arenaccia,
il Polverificio di Scafati
e l’Opificio
Meccanico di Pietrarsa a Portici.

Napoli - Iconografia dell'Arsenale
di Artiglieria
nel Castel Nuovo |
Nel
Regno, sono da menzionare la Real Manifattura
dei Piastrinari a Lancusi, vicino Salerno,
la Officina di Armi Bianche di Sparanise,
il Real Opificio Pirotecnico di Capua
(altri ve ne erano a Gaeta e in Sicilia),
le Reali Ferriere e Officine di Mongiana,
un arsenale a Palermo .
Del resto, la produzione industriale siderurgica
del Regno di Napoli fu tra le prime nel
mondo, come è noto. |
Basti pensare che
«Nei segmenti produttivi delle Reali
Officine di Pietrarsa, tra Napoli e San Giorgio
a Cremano, il numero degli operai superava le
mille unità mentre l’Ansaldo di Sampierdarena
a Genova toccava la metà di questo organico:
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si fabbricava di tutto e di tutti
i prodotti siderurgici e tra questi, nel
settore delle armi, granate, bombe, cannoni,
cannoncini di montagna. Così a
Castellammare di Stabia e nell’Arsenale
di Napoli a Molosiglio si passava dalle
produzioni in legno a quelle in ferro,
mentre si varavano cannoniere, fregate
e “pirovascelli” da guerra» .
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Progetto
di ampliamento della fabbrica d'armi di
Torre Annunziata
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