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Il 1° marzo 1860 prescrisse a tutti i fondi
la servitù degli acquedotti, ed evitando così
gli impaludamenti favorì l'irrigazione dei campi
e quindi la salute pubblica; dispose poi il
disseccamento del Lago del Fucino, fece continuare
il raddrizzamento del fiume Sarno scavando un
canale navigabile, ordinò che si continuassero
i lavori nelle paludi napoletane e lo sgombro
delle foci del Sebeto. Tutto questo in un anno.
Ancora nel 1862, ormai esule a Roma, inviò una
grossa somma ai napoletani vittime di una forte
eruzione del Vesuvio.
Dopo la caduta del Regno, i Reali furono ospitati
a Roma da Pio IX (che ricambiava in tal maniera
l'ospitalità ricevuta da Ferdinando II
nel 1848-1850) prima al Quirinale poi a Palazzo
Farnese, fino al 1870. In questi anni, essi
tentarono dapprima di fomentare la resistenza
filoborbonica che stava prendendo piede
nell'ex-Regno, ma poi si resero conto che tutto
era perduto e non vollero essere causa di altro
sangue, di altro odio e dolore.

S.A.R.
Alfonso di Borbone delle Due Sicilie,
Conte di Caserta |
Privati
dei loro beni personali dai Savoia (erano
stati sequestrati senza alcun diritto
né giustificazione da Garibaldi, non solo
i beni immobili, ma anche quelli mobili,
che Francesco non aveva voluto portare
con sé), essi dovettero spostarsi spesso,
e vissero per molto tempo a Parigi, e
di tanto in tanto in Baviera nelle tenute
della famiglia di Maria Sofia, conducendo
vita serena e modesta. In uno di questi
viaggi, nel 1894, in pace con Dio, con
il prossimo e quindi con la propria coscienza,
Francesco II si spegneva ad Arco (Trento).
Capo della Real Casa, non avendo egli
eredi, divenne il fratello Alfonso Maria
di Borbone delle Due Sicilie, Conte di
Caserta. |
L'invasione
del Regno
Non è certo possibile in questa sede fare una
storia del Risorgimento, della conquista del
Regno da parte dei piemontesi. Quel che si può
dire, è che oggi per fortuna esistono ormai
tante ricostruzioni storiche degli eventi di
quei giorni molto più serene, veritiere ed oggettive
della "versione ufficiale" fornita e propalata
in questi 140 anni dalla "vulgata" storiografica
risorgimentale. Sono ormai legione gli storici
(e non tutti simpatizzanti con la causa borbonica,
anzi) che stanno ricostruendo onestamente le
pagine tragiche dell'invasione e della conquista
del Regno. Ci limitiamo solo a elencare le più
accertate ed ormai indiscusse acquisizioni storiche,
ben note nel mondo degli esperti, ma ancora
del tutto o quasi sconosciute al grande pubblico
italiano e non, ancora influenzato dai ricordi
di scuola sull'eroica conquista dei Mille fra
il popolo meridionale esultante per essere "liberato"
dalla "barbarie borbonica". Tali favole oggi
non le racconta quasi più nessuno, eppure sopravvivono
nell'immaginario collettivo. Del resto, il lettore
che ha avuto la pazienza di leggere attentamente
le voci precedenti, si sarà reso conto di quanto
sia falsa la "vulgata" antiborbonica, di quanto
sia esattamente antitetica alla verità storica.
Non per spirito di polemica, quindi, ma solo
come servizio alla verità storica ed
alla memoria comune del popolo italiano, ci
limitiamo a ricordare le più evidenti,
indiscusse (anche se ancora non note a tutti)
acquisizioni storiche su tali eventi, rinviando
il lettore interessato agli studi appositi dei
migliori storici, di cui diamo notizia nella
voce Libri Consigliati.
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