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Anche
nel campo della filatelia, il Regno delle Due
Sicilie era all’avanguardia in Italia;
fu qui infatti progettata – per la prima
volta – l’introduzione del francobollo
adesivo, come sempre sotto il regno di Ferdinando
II .

1/2 GRANO I Tavola + II Tavola
Carta di Napoli |
La
prima proposta fu fatta al Re nel 1841
dall’architetto Amy Autran, al ritorno
da un suo viaggio in Inghilterra, ove
aveva osservato come il pubblico avesse
favorevolmente accettato l’introduzione
dei primi francobolli.
L’Autran
preparò alcuni saggi raffiguranti
l’effige di Ferdinando II incoronato
di alloro in ovale, disegnata da un certo
signor Thomas e inciso da William Cave.
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I saggi furono stampati
calcograficamente in foglietti di 15 esemplari,
mentre la stampa fu eseguita in nero, celeste-ardesia,
verde oliva e bruno rossiccio.
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Purtroppo,
a causa di lentezze burocratiche, solo
nel gennaio del 1857 venne nominata una
Commissione con l’incarico di studiare
«tutti gli immegliamenti che sia
necessario od utile di arrecare nell’Amministrazione
Generale delle Regie Poste e de’
Procacci».
La Commissione lavorò con molta
sollecitudine ed il 16 luglio 1857 poteva
essere emanato il decreto di Ferdinando
II sulla riforma postale, che rinnovò
radicalmente l’intero sistema. |

Sicilia
- L’unica lettera censita dagli
Stati Uniti dopo avere transitato da
Marsiglia, le Havre e New York con un’affrancatura
spettacolare a tre colori.
Documento unico e di sicuro interesse
(ex-collezione Rothschild).
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Entrò in
vigore il 1° gennaio 1858, giorno in cui fu
posta in corso la prima ed unica emissione del
Regno:

Sicilia- Un’affrancatura sontuosa
per la Germania composta di sei francobolli
sui sette emessi il cui rarissimo 50 grani,
conosciuto in 7 copie solo su lettera per
l’estero.
Questo valore, per la sua destinazione e
la sua affrancatura multicolore e cangiante,
è unico. |
l’uso del francobollo fu obbligatorio
per tutti e la tariffa fu anch’essa
uniforme, qualunque fosse stata la distanza,
anche se variava in rapporto al volume
e al peso della lettera.
«Il principio dell’uniformità,
inoltre, fu ritenuto giusto, considerata
la tassa postale nel duplice aspetto di
rimborso per un servizio effettuato dallo
Stato e di imposta indiretta gravante
ugualmente su tutti i cittadini, utile,
perché avrebbe importato un immancabile
aumento degli introiti e necessario, perché,
semplificando le tariffe, ne sarebbe derivato
un uso facilissimo per tutti»
.
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I
sette francobolli furono accusati di essere
“monotoni”, ma, al contrario, essi
si distinguevano da tutti gli altri esistenti
in Italia per avere ciascuno di essi un riquadro
differente. Il colore prescelto per tutti fu
il rosa.
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