Real Casa di Borbone delle Due Sicilie Storia e Documenti
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Storia

 
 
I PRIMATI
del Regno delle Due Sicilie

GIURISPRUDENZA – ORGANIZZAZIONE MILITARE:

  • Promulgazione del primo Codice Marittimo italiano;
  • Primo codice militare;
  • Istituzione della motivazione delle sentenze (G. Filangieri, 1774);
  • Istituzione dei Collegi Militari (Nunziatella);
  • Corpo dei Pompieri.

Cerimonia dell'inaugurazione del Bacino di Raddobbo nel porto militare di Napoli (15-8-1852), olio su tela. seconda metà del secolo XIX, Napoli Comando in Capo del Dipartimento Militare Marittimo del Basso Tirreno
S. Fergola

  • Prima applicazione dei principi della Scuola Positiva Penale per il recupero dei malviventi;

SOCIETÀ, SCIENZA E CULTURA:
  • Prima assegnazione di "Case Popolari" in Italia (San Leucio presso Caserta);
  • Primo Cimitero italiano per poveri (il "Cimitero delle 366 fosse", nei pressi di Poggioreale);
  • Primo Piano Regolatore in Italia, per la Città di Napoli;
  • Cattedra di Psichiatria;
  • Cattedra di Ostetricia e osservazioni chirurgiche;
  • Gabinetto di Fisica del Re;
  • Osservatorio sismologico vesuviano (primo nel mondo), con annessa stazione metereologica;
  • Officina dei Papiri di Ercolano;
  • La più alta percentuale di medici per abitante in Italia;
  • Più basso tasso di mortalità infantile in Italia;
  • Prime agenzie turistiche italiane;
    Scavi archeologici di Pompei ed Ercolano;
  • Prima cattedra di Astronomia;
  • Accademia di Architettura. una delle prime e più prestigiose in Europa;
  • Primo intervento in Italia di Profilassi Anti-tubercolare;
  • Primo istituzione di assistenza sanitaria gratuita (San Leucio);
  • Prime agenzie turistiche italiane;
    Scavi archeologici di Pompei ed Ercolano;
  • Primo Atlante Marittimo nel mondo (G. Antonio Rizzi Zannoni,
    "Atlante Marittimo delle Due Sicilie");
  • Primo Museo Mineralogico del mondo;
  • Primo "Orto Botanico" in Italia a Napoli;
  • Primo Osservatorio Astronomico in Italia a Capodimonte;
  • Primo Centro Sismologico in Italia presso il Vesuvio;
  • Primo Periodico Psichiatrico italiano pubblicato presso il Reale Morotrofio di Aversa da Biagio Miraglio;
  • Primo tra gli Stati Italiani per numero di Orfanatrofi, Ospizi, Collegi, Conservatori e strutture di Assistenza;
  • Primo istituto italiano per sordomuti;
  • Prima Scuola di Ballo in Italia, annessa al San Carlo;
  • Prima Città d'Italia per numero di Teatri (Napoli);
  • Prima Città d'Italia per numero di Conservatori Musicali (Napoli);
  • Prima Città d'Italia per numero di pubblicazioni di Giornali e Riviste (Napoli);

Il teatro S. Carlo
ricostruito dopo l'incendio del 1816
  • Scuola pittorica di Posillipo (da cui uscì, fra gli altri, G. Gigante);
  • Le celeberrime fabbriche di ceramica e porcellana, fra cui quella di Capodimonte;
  • Teatro S. Carlo (il primo nel mondo), ricostruito dopo un incendio in soli 270 giorni;
  • Scuola musicale napoletana (Paisiello, Cimarosa, Scarlatti);
  • Successo mondiale (e tutt’oggi valido) della canzone napoletana;
  • I palazzi reali.
Questi sono solo i “primati”, non certo tutte le attività avviate nel Regno e i progressi raggiunti in ogni campo, che abbiamo per altro già delineato in tutte le voci precedenti basti pensare, come già visto, alla scuola di arazzeria).
Riteniamo superfluo, per concludere, fare polemiche. Ci basta sottolineare tre verità storiche tanto ovvie quanto inoppugnabili: alla luce di tutto quanto descritto in questo sito,


Primo Telegrafo Elettrico,
in funzione dal 1852


Pianta e Prospetto Principale della Stazione di Napoli

1) si può ancora continuare a credere alla “vulgata” risorgimentale che presenta il Regno borbonico come il più regredito e odiato d’Italia?
2) Come si può spiegare il fatto che prima del 1861 non esisteva praticamente il fenomeno dell’emigrazione, e che dopo tale data sono emigrati quasi 20.000.000 di disperati?
3) Tutto questo costituisce una spiegazione al tragico quanto eroico fenomeno della rivolta filoborbonica del 1860-1865?
Appare evidente, oggi come non mai, la necessità di ripresentare agli italiani la loro storia secondo criteri di maggiore imparzialità.
Non per spirito di sterile polemica, ma ad onore e servizio della verità storica.
A servizio della memoria della identità culturale e civile di tutti gli italiani.

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